Vai al contenuto
Blog · Orientamento

Bilancio di competenze: cos'è, come funziona e a chi serve

Deianira Ciampitti, Psicologa, Formatrice e Career Coach · · Lettura di circa 3 minuti

"Non so raccontare cosa so fare." È una frase che sento spesso, e quasi sempre da persone con anni di esperienza e tante capacità. Succede anche perché, dopo tanto tempo nello stesso ruolo, le competenze diventano così automatiche che smettiamo di vederle. Le usiamo ogni giorno, ma non sapremmo dar loro un nome.

Il bilancio di competenze nasce proprio per questo: per rimetterle sul tavolo, una per una, e capire dove possono portarti. È una base su cui lavorare, uno dei primi passi per aumentare la consapevolezza di sé.

Che cos'è, davvero

ASNOR, l'associazione nazionale degli orientatori di cui faccio parte, descrive il bilancio di competenze come un percorso di orientamento che aiuta la persona a mappare conoscenze, abilità e interessi per costruire un progetto formativo o professionale. Non è un test che ti dice cosa fare, e non è solo un documento da consegnare alla fine: è un lavoro che andrebbe sempre fatto con il giusto supporto professionale, in cui la protagonista o il protagonista sei tu.

Anche l'INAPP, l'ente pubblico di ricerca che studia le politiche del lavoro in Italia, lo descrive nel suo Atlante Lavoro come un'attività professionale specifica: ricostruire il patrimonio di competenze della persona, valorizzarne risorse e interessi e leggere in modo critico il mercato del lavoro, per arrivare a obiettivi concreti.

Mi piace molto questa parola, patrimonio: ciò che hai imparato, in ogni ambito della tua vita, ti appartiene, e puoi farlo fruttare al meglio se viene riconosciuto e valorizzato.

Come si svolge

Il percorso si sviluppa in vari momenti, a seconda del modello utilizzato.

Si comincia con l'accoglienza: ci conosciamo, chiariamo cosa ti aspetti e come lavoreremo.

Poi c'è l'esplorazione, la parte più ricca: ripercorriamo insieme la tua storia di studio, di lavoro e di vita, e facciamo emergere competenze, valori e interessi, anche quelli nati fuori dal lavoro, in un'associazione, in famiglia, in una passione coltivata per anni.

Infine si arriva al progetto: mettiamo insieme i punti di forza emersi e le aree da sviluppare e definiamo un obiettivo professionale, con i passi concreti per raggiungerlo.

Immagina una persona che da dieci anni lavora nell'amministrazione di una piccola azienda. Le chiedi cosa sa fare e risponde: "Fatture e contabilità". Ripercorrendo la sua storia, però, emerge che è lei la persona a cui tutti si rivolgono quando c'è un problema con un cliente, che ha organizzato il passaggio a un nuovo gestionale e che ha insegnato ai colleghi a usarlo. Capacità di mediazione, gestione di un cambiamento, formazione: competenze che non aveva mai preso in considerazione, tanto meno scritto nel suo CV, perché le dava per scontate.

A chi può servire

Il bilancio di competenze può essere utile in momenti molto diversi della vita professionale. A chi vuole cambiare lavoro ma non sa da dove partire. A chi rientra dopo una pausa, per una maternità, una malattia o un periodo all'estero. A chi sta iniziando nel mondo del lavoro. A chi ha perso il lavoro e vuole ricollocarsi con più consapevolezza. E anche a chi sta bene dove si trova, ma sente il bisogno di crescere o di cambiare ruolo.

Dal conoscersi al raccontarsi

Nel mio percorso di orientamento e carriera FYT, il bilancio di competenze è il cuore della fase di consapevolezza: prima capire cosa sai fare, poi imparare a raccontarlo, nel CV, su LinkedIn e nei colloqui. Perché le competenze che non sai nominare, per chi ti legge, rischiano di restare invisibili.

Domande frequenti

Il bilancio di competenze è un test?

No. Si possono usare anche questionari o strumenti di autovalutazione, ma il cuore del bilancio è il lavoro fatto insieme: ripercorrere la tua storia, dare un nome alle tue competenze e costruire un progetto. Nessuno strumento, da solo, può dirti cosa fare.

Quanto dura un bilancio di competenze?

Dipende dal modello utilizzato e dai tuoi obiettivi. In genere si sviluppa in più incontri, distribuiti nell'arco di alcune settimane, per lasciare il tempo di riflettere tra un incontro e l'altro.

Si può fare online?

Sì. Il bilancio si basa sul dialogo e sulla riflessione, e funziona bene anche online, in videochiamata. È così che lavoro con le persone che accompagno.

Serve solo a chi vuole cambiare lavoro?

No. È utile anche a chi sta iniziando, a chi rientra dopo una pausa, a chi ha perso il lavoro e a chi sta bene dove si trova ma vuole crescere. In ogni caso aiuta a conoscersi meglio e a raccontarsi con più chiarezza.

Per approfondire

Fonti

  • ASNOR, Associazione Nazionale Orientatori. Il bilancio di competenze [pagina web].
  • INAPP, Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche. Atlante Lavoro: Consulenza orientativa e bilancio di competenze [pagina web].

← Torna al blog