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Blog · Carriera

Cercare lavoro è un lavoro

Deianira Ciampitti, Psicologa, Formatrice e Career Coach · · Lettura di circa 3 minuti

"Ho mandato cento candidature e niente." Quando sento questa frase, e la sento spesso, la prima domanda che faccio non è "quante?", ma "come?". Perché cercare lavoro è un lavoro vero e proprio: chiede metodo, energie, organizzazione. E, proprio come ogni lavoro, ha bisogno anche di pause.

Non solo quanto, ma come

Su questo la ricerca ci offre una risposta piuttosto solida. Nel 2021 un gruppo di ricercatori guidato da Edwin van Hooft ha raccolto e messo insieme i risultati di moltissimi studi sulla ricerca di lavoro: 378 gruppi di persone, per un totale di oltre 165.000 persone. Si chiama metanalisi, e serve proprio a capire quali risultati si ripetono al di là del singolo studio.

I ricercatori hanno confrontato due aspetti. Il primo è l'intensità, cioè quanto tempo e quante candidature si dedicano alla ricerca. Il secondo è la qualità e l'organizzazione: darsi obiettivi, pianificare, verificare come sta andando, preparare con cura ogni candidatura. L'intensità è legata a più colloqui e a più offerte, ma non alla qualità del lavoro trovato. La qualità e l'organizzazione, invece, sono legate sia a risultati migliori sia a un lavoro più adatto alla persona.

Tradotto nella vita di tutti i giorni: mandare tante candidature tutte uguali può portare qualche colloquio in più, ma è preparare bene ogni candidatura, pensando a chi la leggerà, che aumenta le possibilità di trovare un lavoro più adatto a te, in cui stare bene.

Costruire una rete di relazioni si può imparare

C'è poi un aspetto che molte persone trascurano, spesso perché le mette a disagio: creare e curare una rete di relazioni. Wanberg e colleghi (2020) hanno coinvolto in un esperimento 491 persone disoccupate. A una parte di loro, scelta a caso, è stata proposta una breve formazione online sul networking. Chi l'ha seguita ha contattato più persone, si sentiva più capace di farlo, ha ricevuto più segnalazioni verso nuovi contatti e, alla fine, ha trovato un lavoro di qualità più alta. L'effetto era più forte proprio per le persone meno estroverse, quelle per cui contattare qualcuno costa più fatica.

Il networking, insomma, non è un talento riservato a pochi: è una competenza, e come tale si impara.

Un orario, delle pause, un giorno libero

Se cercare lavoro è un lavoro, allora merita anche dei confini. Sembra un paradosso, ma dopo anni accanto a chi cerca lavoro ho visto quanto sia facile che il pensiero diventi totalizzante: si controllano le e-mail anche la sera, si leggono annunci anche nel weekend, ci si sente in colpa ogni volta che si fa altro. E la stanchezza, spesso, arriva prima dei risultati. È anche questo che porta a mollare, proprio quando i risultati tardano ad arrivare.

Nei giorni in cui tutto sembra fermo conta molto anche il modo in cui ci parliamo. Kreemers, van Hooft e van Vianen (2018) hanno coinvolto in due studi oltre 300 persone in cerca di lavoro. Chi nei periodi senza progressi si trattava con gentilezza, riconoscendo la fatica del momento invece di criticarsi duramente, provava meno emozioni negative. Non è autoindulgenza: è ciò che permette di ripartire il giorno dopo con maggiore serenità e, nella mia esperienza, con più concentrazione.

Dare un ritmo alla settimana

Immagina una persona che ogni mattina apre i siti di annunci e risponde a tutto ciò che trova, fino a sera. Dopo qualche settimana è stanca e scoraggiata. Prova allora a cambiare approccio: tre mattine a settimana per la ricerca, una per contattare persone del settore che le interessa, un pomeriggio completamente libero. Invia meno candidature, ma ognuna è pensata per quel ruolo, e piano piano ritrova energia.

Se vuoi provarci anche tu, ecco da dove potresti partire:

  • Fissa nel calendario i momenti dedicati alla ricerca, come faresti con un appuntamento.
  • Scegli un obiettivo per la settimana, per esempio due candidature curate e un contatto nuovo.
  • Tieni traccia di cosa hai inviato, a chi e quando: ti aiuta a vedere i passi fatti, anche quando i risultati non sono ancora arrivati.
  • A fine settimana chiediti cosa ha funzionato e cosa vuoi cambiare.
  • Concediti almeno un momento in cui fai tutt'altro, senza sensi di colpa.

Per approfondire

Fonti

  • Kreemers, L. M., van Hooft, E. A. J., & van Vianen, A. E. M. (2018). Dealing with negative job search experiences: The beneficial role of self-compassion for job seekers' affective responses. Journal of Vocational Behavior, 106, 165-179.
  • van Hooft, E. A. J., Kammeyer-Mueller, J. D., Wanberg, C. R., Kanfer, R., & Basbug, G. (2021). Job search and employment success: A quantitative review and future research agenda. Journal of Applied Psychology, 106(5), 674-713.
  • Wanberg, C. R., van Hooft, E. A. J., Liu, S., & Csillag, B. (2020). Can job seekers achieve more through networking? The role of networking intensity, self-efficacy, and proximal benefits. Personnel Psychology, 73, 559-585.

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